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Furti d’identità, “deep fake”, violazioni dei dati sensibili e della privacy in generale rappresentano per gli utenti del web veri e propri incubi, pericoli che ormai non possono essere sottovalutati e che noi di Global Magazine, la pubblicazione ufficiale del gruppo Globalsystem e G:Cube, abbiamo da sempre tenuto in grandissima considerazione.

La notizia di oggi riguarda un’app che è riuscita a spostare ancora più in avanti l’asticella dell’immedesimazione, o meglio della sostituzione di persona, includendo anche la voce: parliamo di Fakeyou, una piattaforma creata ad Atlanta in grado di generare audio a partire da un testo. A disposizione degli utenti ci sono una serie di voci sono di personaggi celebri, a cui è possibile far dire quello che si vuole; considerando che sul sito ufficiale di FakeYou si trova un annuncio che offre agli utenti un contributo economico fino a 150 dollari per la generazione di nuove voci, è facile intuire il potenziale rischio legato all’utilizzo di questa applicazione.

Le preoccupazioni del Garante – spiega una nota – “si indirizzano verso i potenziali rischi che potrebbero determinarsi da un uso improprio di un dato personale, quale è appunto la voce”. L’Autorità ha dunque chiesto alla società The Storyteller Company – Fakeyou “di trasmettere con urgenza ogni possibile elemento utile a chiarire l’iniziativa”.

“Siamo voluti intervenire tempestivamente perché un’app che alteri la voce pone dei seri problemi di protezione dei dati personali”, ha commentato Agostino Ghiglia, componente del collegio. “Se, poi, la persona colpita è un personaggio pubblico, gli effetti di un tale strumento magari unito ad altre applicazioni di deep fake, potrebbe avere conseguenze anche molto gravi”, ha aggiunto.

Per approfondire l’argomento e in generale tutto quello che riguarda il mondo del trattamento dei dati personali, potete inoltre visitare il sito globalDPO.

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